21 Ago 2 兩

debutto della coproduzione Laboratori Permanenti – Festival delle Nazioni

giovedì 29 agosto 2019 ore 21.00 Sansepolcro, Teatro alla Misericordia

La novità di Caterina Casini e Alessandro Stella, da Bertolt Brecht con musiche di Antonio Gioia in prima esecuzione assoluta

Va in scena a Sansepolcro, in prima esecuzione assoluta, 2 , lettura scenico-musicale di Caterina Casini e Alessandro Stella dal testo di Bertolt Brecht L’anima buona del Sezuan, con le musiche originali per trio strumentale firmate dal compositore Antonio Gioia. Lo spettacolo – commissionato dal Festival delle Nazioni e prodotto insieme con l’Associazione culturale Laboratori Permanenti e in collaborazione con il Comune di Monterchi – debutterà giovedì 29 agosto 2019 alle ore 21.00 al Teatro alla Misericordia, nell’ambito del 52° Festival delle Nazioni dedicato alla Cina. Caterina Casini figura anche nello staff creativo in veste di regista, accanto a Stefano Macaione come ideatore degli oggetti di scena, e alla costumista Angela Nocentini. Sul palcoscenico saranno impegnati gli attori Andrea Bianchi, Caterina Casini, Claudio Giglio, Anna Maria Loliva e Fabio Mangolini, e i musicisti Laurence Cocchiara al violino, Catherine Bruni al violoncello e Antonio Macaretti alla fisarmonica. La performance coinvolgerà inoltre alcuni allievi della Scuola comunale di teatro di Sansepolcro: Sara Bartolini, Tina Milanesi e Riccardo Ricci.

Liberamente ispirato all’Anima buona del Sezuan, uno dei capolavori del teatro epico di Bertolt Brecht, 2 racconta la storia di una ragazza povera, nella remota provincia di una Cina sospesa nel tempo. Qui discendono tre divinità alla ricerca di persone generose. Gli abitanti del villaggio però si dimostrano avari, diffidenti, gretti. I tre dei si trovano circondati da una umanità dalle inclinazioni non proprio encomiabili, tanto da rendere difficile individuare i veri buoni dai malvagi mascherati da buone intenzioni. In loro soccorso, coinvolta dal portatore d’acqua suo amico e unico personaggio che possa dialogare con gli dei, giunge una prostituta, pronta a offrir loro ricovero per la notte, abituata com’è a donarsi e a soddisfare ogni tipo di esigenza altrui. Il compenso per un tale atto di generosità disinteressata è un dono in denaro, accompagnato però dal comandamento di continuare sulla strada della generosità e donare a sua volta. Nell’ansia di seguire il comandamento dettato dagli dei, la prescelta si troverà ben presto sulla soglia di casa uno sciame di parassiti, e a dover far fronte alla scaltrezza di chi cerca in ogni modo di appropriarsi di quel dono. Sopraffatta dall’avidità e dalla disonestà delle persone che la circondano, rimane imprigionata tra la sua natura generosa e gli abusi e le cattiverie che deve subire da chi ha capito quanto sia facile approfittarsi di lei. Sdoppiata nella sua inclinazione alla solidarietà e nel bisogno di tutelare se stessa, essa si trasforma in un parente ricco e prepotente, cinico e autoritario, non solo nel tenere a freno i profittatori e vendicare ogni ingiustizia perpetrata a suo danno, ma soprattutto nel salvaguardare e moltiplicare il dono.

«È la vicenda di un’‘anima buona’ ricompensata dagli dei con un dono – spiega Caterina Casini, regista dello spettacolo e co-autrice dell’adattamento del testo brechtiano –, ma l’insieme delle difficoltà che insorgono nel ricevere un dono inaspettato non le consentiranno una bontà coerente: l’ansia di ricambiare si scontrerà con l’avidità di chi ha bisogno, e per potersi salvare sarà necessario spostare l’ago della bilancia dall’esercizio della bontà all’esercizio del potere».

Dal punto di vista musicale, la composizione è una sorta di «percorso incentrato sull’allontanamento dagli schemi ‘classici’ della tonalità e della forma-sonata – dichiara l’autore della musica Antonio Gioia – e volto a cercare energia creativa attraverso nuove esperienze, nuovi punti di vista e diverse epoche storiche. Pur non essendo tonale, quando l’idea generatrice lo richiede, viene fatto uso di polarizzazioni, di modi e di tecniche storicamente affermate, senza nulla togliere a ciò di cui il materiale ha bisogno per dare vita a un discorso articolato e, quindi, al pezzo nella sua interezza. Il rapporto della musica con il testo di quest’opera è costruito su un equilibrio tra l’essere subordinata all’evento scenico e voler essere indipendente dallo stesso, fornendo un proprio punto di vista nel commentare fatti e personaggi della storia e allo stesso tempo cercando un proprio arco narrativo, che possa intrecciarsi e comunicare con quello dell’opera letteraria». Tra gli elementi di interesse di 2 兩ci saranno anche scenografia e costumi: gli oggetti di scena saranno infatti tutti realizzati in carta, prezioso materiale ‘scoperto’ in Cina: «La scena è data da suppellettili di carta e modelli di pop-up – anticipano Stefano Macaione e Angela Nocentini – che vengono portati sul palco, aperti e composti dagli stessi attori che passando da una scena all’altra trasformano la scenografia di volta in volta. La definizione dei diversi personaggi è di nuovo affidata alla carta, che modellata, trattata e stratificata ha prodotto una grande varietà di elementi che gli attori indossano su abiti monocromi realizzati con indumenti di cotone recuperati. L’anima buona della sostenibilità ambientale ha guidato le nostre scelte per le scene e i costumi».

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.