Il progetto, ideato da CapoTrave/Kilowatt e Laboratori Permanenti, con la direzione scientifica di Piergiorgio Giacchè, ha come tema la formazione dello spettatore.

Quando abbiamo pensato il centro della Visione volevamo un percorso, più che un discorso. In ogno caso non un corso!
Il centro della Visione è quindi un percorso rivolto a chiunque intenda approfondire la propria passione di spettatore teatrale, ma anche a tutti quelli che, a scopo professionale, vogliano avvicinarsi a strumenti teorici e pratici, legati alla lettura dell’opera d’arte, le cui declinazioni possono essere le attività di comunicazione e promozione, nonché l’insegnamento e tutto ciò che ha a che fare con la creatività .

 

La vista è il senso più importante e dominante da un po’ di tempo a questa parte, ma è una vista dilatata e generalizzata quella di oggi, quello che a noi interessa è provare a “vedere meglio. Non è il quanto ma il come si guarda che desideriamo mettere al primo posto. La vista che impera e che determina ogni atto e fatto del soggetto, in realtà si sta letteralmente “perdendo”: c’è troppo da vedere e di conseguenza si guarda tutto e non si vede niente.

 

Se lo sguardo si posa su un artista, egli moltiplica la propria capacità di produrre arte; così se lo sguardo si posa su una persona essa si illuminerà, così se lo sguardo si poserà su una pianta, un animale, essi saranno confortati nella crescita. Dunque il nostro sguardo è luce e la luce fa crescere, sviluppa. Così se lo sguardo degli altri si posa su di noi li nostro fare si fa illuminato. E dunque il nostro sguardo è energia, è’ possibilità di racconto, è vita.

 

Il progetto ha seguito tre linee consecutive di approfondimento, A PRIMA VISTA, A GUARDAR BENE, UN ULTIMO SGUARDO , intendendo
1 lo statu nascenti dello sguardo
2 la maggiore esattezza e precisione
3 la fine ma anche la finalità del guardare (compresa la vista che non vede o la morte dello sguardo)

 

Quello che cerchiamo di fare è suscitare una possibile ripresa e riscatto dell’atto anzi dell’ARTE DEL VEDERE.
Ricordiamo che la visione è sempre il risultato di una relazione, una relazione che si sviluppa come un doppio processo che riguarda rispettivamente l’oggetto d’arte o l’arte, e il soggetto che lo/la incontra.
Il Centro della Visione prevede degli incontri-confronti con artisti che ci aiuteranno ad alimentare il tema dello sguardo, anche dal loro punto di vista: “dall’altra parte” del palcoscenico.

Hanno partecipato Giancarlo Gaeta,  Claudia Cannella, Stefano Laffi, Roberta Ferraresi , Maddalena Giovannelli e gli artisti Mara Cassiani, Pathosformel, Collettivo Nada/Interno 5, Mario Perrotta, Stefano Rulli, Laura Curino, Marco Martinelli.

 

La prima annualità (2013-2014)
Venerdì 13 – Domenica 15 dicembre 2013
inaugurazione con la relazione introduttiva di Piergiorgio Giacché, escursione all’eremo francescano di MonteCasale, incontro con gli artisti Mara Cassiani, Pathosformel, Collettivo Nada/Interno 5, lectio magistralis di Giancarlo Gaeta di fronte a “La Resurrezione” di Piero della Francesca;
Venerdi 4 – Domenica 6 aprile 2014
Secondo incontro con il regista e attore Mario Perrotta e la critica teatrale Claudia Cannella, interventi di Luca Torelli, direttore del Museo Ligabue di Gualtieri, escursione al Museo Burri di Città di Castello;
Venerdi 2 – Domenica 4 maggio 2014
Terzo incontro con lo sceneggiatore 
Stefano Rulli, interventi del sociologo Stefano Laffi e dell’antropologo Raniero Regni, escursione all’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano;
Lunedi 21 – Mercoledi 23 luglio 2014
Quarto incontro con il 
regista e attore Claudio Morganti, all’interno della XII° edizione di Kilowatt Festival.

La seconda annualità (2014-2015)
Sabato 4 – Domenica 5 ottobre 2014
Quinto incontro con
 l’attrice e regista Laura Curino e la critica teatrale Roberta Ferraresi.
Venerdì 10 – Sabato 11 aprile 2015
Sesto incontro con il regista Marco Martinelli e la critica teatrale Maddalena Giovannelli.

La terza annualità (2015-2016)
Sabato 19 – Domenica 20 dicembre 2015
Settimo incontro con il danzatore Giorgio Rossi coadiuvato dalla sua assistente Olimpia Fortuni

 

centrovisione

19-20 DICEMBRE 2015 PRESSO IL TEATRO ALLA MISERICORDIA SANSEPOLCRO
INCONTRO COL DANZATORE GIORGIO ROSSI

Si conclude, con la partecipazione di Giorgio Rossi, il percorso triennale proposto da IL CENTRO DELLA VISIONE 
Per chi venisse a conoscenza ora di questo progetto vogliamo ricordare qual è stato ed è il suo obiettivo: la dimensione dell’ascolto. Un percorso di formazione per andare verso l’opera, imparare ad ascoltare e a guardare, entrando nel retrobottega degli artisti. Destinatari tutti coloro che vogliono approfondire la loro passione di spettatori, o che, a scopo professionale, vogliono apprendere strumenti teorici e pratici legati alla comprensione dell’arte. Come ci avviciniamo all’arte, ad un artista, ad un ‘opera d’arte? Cosa vi cerchiamo? Più in generale, cosa guardiamo?
L’incontro con Giorgio Rossi, coadiuvato dalla sua assistente Olimpia Fortuni, prevede un percorso esperienziale con approfondimenti teorici.
“La danza è tutto ciò che riguarda l’uomo, ivi compresa la voce”, diceva il coreografo e teorico Rudolf Von Laban. Giorgio Rossi parte da quest’ idea, cerca di sollecitare la memoria tattile , uditiva, olfattiva, visiva ed evocativa dei suoi allievi, li interroga sul ricordo dei sapori, sui loro primissimi ricordi. Fà loro domande più che affermare, poi li invita all’ascolto. Crede che la cosa più importante da insegnare sia la capacità di improvvisare nell’ascolto, profondo, di quel che sta attorno e da lì costruire la propria opera, come in realtà hanno sempre fatto gli artisti di tutte le diverse discipline dell’arte anche quando hanno portato a delle forme più rigide e precise; artisti come Bach, Mozart, nella musica, Balanchine e Bejart nella danza e, a sua opinione, praticamente tutti. La mimesi è uno strumento importante nel suo modo di insegnare, ma quando invita a entrare nell’energia del movimento per esempio della foglia al vento, del fiume o della farfalla … lo invita a confrontarsi con il suo ricordo sensuale, a riprodurre energia e ritmo sentiti nel contatto con quel che sta cercando di evocare.

sabato 19 dicembre mattina h.10,30 – 13,30 – pomeriggio h. 15,00 – 18,30
domenica 20 dicembre dalle ore 10,00 alle ore 13,30

COSTO € 25,00
Per info e iscrizioni laboratoripermanenti.promotion@gmail.com – 3345441166

 

NOTE SUL METODO DI GIORGIO ROSSI
CON LA LEGGEREZZA DELL’ESSERE E L’AUTO IRONIA GIOCARE CON IL MOVIMENTO E LO SPAZIO

Il progetto architettonico dell’orologiaio è rigoroso, virtuoso, mira a risultati precisi. Altra tendenza, quella del giardiniere: crea le condizioni, prepara il terreno, getta semi per una fioritura che spesso ha direzioni imprevedibili. Giorgio Rossi, quando insegna l’arte poetica del movimento, crede nella relazione con il proprio corpo che danza, e di conseguenza si sente più vicino al giardiniere, senza dimenticare l’orologiaio per la sua razionalità e progettualità. In fondo il danzatore come il musicista deve unire il lato immaginativo al lato matematico.
Se la danza classica, la ginnastica artistica mirano alla costruzione di un corpo codificato, operano trasformazioni precise e strutturate, ciò che tenta di costruire Giorgio Rossi è la capacità di un percorso sensoriale, sensuale e sensato a partire dal quale il corpo possa destinarsi in sequenze di movimenti rispondenti all’ essere e al momento, in cui si compie l’attuarsi della danza.