17 Gen ERA PARTITO PER FARE LA GUERRA STORIA DI UN SOLDATO QUALUNQUE

18 gennaio ore 10 – Teatro Alla Misericordia

di e con Paolo Floris

musiche di Giuseppe Licheri

regia di Sara Greco Valerio

 


Un percorso di sensibilizzazione alla memoria: dai ricordi e dai racconti della propria famiglia alla ricostruzione della grande Storia…

Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 centinaia di migliaia di militari italiani furono disarmati dai tedeschi e posti di fronte ad una drammatica scelta: continuare la guerra sotto le insegne nazifasciste o essere deportati nei campi di concentramento. La gran parte di loro rifiutò di continuare a combattere al fianco dei tedeschi e scelse di non aderire alla Repubblica di Salò.

Daniele Sanna, classe 1921, apprendista falegname di Paulilatino in Sardegna fu uno di questi eroi misconosciuti. La conseguenza del suo “no”, un deliberato atto di antifascismo, fu la deportazione e l’internamento nel lager di Kapfemberg in Austria, dove subì, con tanti compagni, le angherie e le insopportabili crudeltà degli aguzzini nazisti, particolarmente efferate nei confronti dei “traditori italiani”.Questa pagina di storia della seconda guerra mondiale è rimasta a lungo nascosta e dimenticata nel dopoguerra, anche perché quasi nessuno dei sopravvissuti, nella disperata volontà di cancellare ogni ricordo, l’ha voluta raccontare.

Ora con ERA PARTITO PER FARE LAGUERRA di Paolo Floris, nipote di Daniele, la storia diventa percezione di ciò che è stato, di ciò che è stato visto, perché resti il segno locale di quel periodo nero vissuto dal mondo intero. Non c’è storia locale che non sia globale. Le sofferenze vissute da Daniele Sanna, sardo che mai aveva attraversato il mare, sono le stesse del suo compagno Zambelli Bortolo da Brescia, o dei russi e polacchi internati con loro. Nonostante la drammaticità dei fatti raccontati, la narrazione è però leggera, ironica, a tratti divertente: ERA PARTITO PER FARE LAGUERRA inizia con un fortuito incontro dell’autore con un mito della Sardegna, Gigi Riva, per poi seguire una linea spezzettata fatta dai ricordi tragici del protagonista e dei ricordi tragicomici del narratore.

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