MOBY DICK

di Herman Melville – traduzione di Cesare Pavese

adattamento e riduzione di Caterina Casini

interprete

Caterina Casini

musiche di

Massimo Coen

eseguite da

Erica Scherl – violino

Gabriele Coen – clarinetto basso

 Luca Caponi – percussioni

Progetto  Narrazioni allo specchio: delirio anglosassone

Il grande racconto di Herman Melville viene presentato in forma di concerto per una voce recitante e strumenti, adottando la traduzione di Cesare Pavese, dalla grande musicalità.

L’ossessione della cattura, la follia dell’uomo che non vede il limite, sono i temi più cercati in questa riduzione, perché biblici, e riscontrabili nell’oggi, sottolineati da un “lampo” riguardante la nostra contemporaneità.

La narrazione fatta da una voce femminile tralascia ogni necessità di caratterizzazione per mettere in evidenza la metafora e il lirismo del racconto.

La musica contiene e insegue questa voce, per poi farsi racconto essa stessa, in un unico spartito

Sullo sfondo le immagini video, in sequenze composite e a volte astratte che seguendo il tempo musicale narrano per analogie e metafore i miti collegati al racconto.

 

 

A proposito delle musiche: di Massimo Coen

Attualità di Moby Dick

La violenza chiama violenza

La vendetta chiama vendetta

Una verità molto attuale, confermata da tutta la storia dell’umanità.

Rapporto di violenza e vendetta tra uomo e natura: Achab e la Balena Bianca.

Oggi l’uomo rischia di distruggere il pianeta in cui vive.

Quale musica per Moby Dick?

Il clarinetto basso per la balena, il profondo, la minaccia

La percussione per la violenza, la battaglia

Il violino per il mare e gli uccelli.

E su tutto la follia degli uomini…