residenza Amalia Franco - Laboratori Permanenti
2359
page-template-default,page,page-id-2359,,vertical_menu_enabled, vertical_menu_transparency vertical_menu_transparency_on,side_area_uncovered_from_content,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-7.6.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.6.2,vc_responsive
 

Nel periodo 27 gennaio/15 febbraio 2017 l’attrice Amalia Franco  è in residenza presso il Teatro Alla Misericordia per lavorare al  Progetto “TRITTICO LASCIARE ANDARE CON GRAZIA”

 

Si tratta di una composizione in tre quadri sugli stati del corpo, ovvero della materia:

*Gli Innamorati*

*A flower is not a flower*

*Come in cielo così in terra*

I tre quadri nascono come apparizioni e si sviluppano come pieces autonome pensate per una possibile visione in pillole, non di meno ogni stato del corpo e ogni sua utopia è letta in rapporto alle altre.

L’utopia del corpo è il raggiungimento e mantenimento di una forma stabile, la sua forma perfetta.

Ogni stato della materia risulta fragile e precario nella misura in cui è consustanziale ad ogni corpo la sua costante e inevitabile possibilità di trasformazione.

Gli stati di transizione e trasformazione dei corpi si determinano nell’incontro, nel desiderio, nella proiezione, nell’incubo di altri corpi, e corrispondono allo ‘stato amoroso’ del corpo, ovvero allo slancio fuori, verso altro da sé, alla rinuncia, anche solo per un attimo, al proprio personale baricentro.

 
Il giorno 15 febbraio 2017 alle ore 21 al Teatro Alla Misericordia verrà presentata una prova-aperta a conclusione della residenza artistica.

 

 

AMALIA FRANCO, autrice e performer

Amalia Franco nasce il 6 Marzo 1985. Attualmente vive a Taranto.

Laurea in Semiologia degli audiovisivi, con tesi pubblicata “Troppo fiso. Erotismo e pornografia”, presso l’Università di Bari.

É attrice, danzatrice e costruttrice di maschere e marionette in cartapesta e termoplastica.

Consegue il diploma d’Attore e Aiuto Regista presso l’Accademia Internazionale di Teatro, Roma, nel 2013 (pedagogia Lecoq). La formazione è volta soprattutto al teatro fisico e teatro d’immagine: approfondisce danza contact, contemporaneo, flamenco, teatro di figura, teatrodanza e tecniche di base per circo contemporaneo.

Studia con Emmanuel Gallot Lavallèe, Julie Stanzak, Giorgio Rossi, Simona Bertozzi, Isabelle Magnin, Didier Gallot Lavallèe, Natacha Belova, Lajos Talamonti, Silvia Lodi, Mauro Maggioni, Antonella Cirigliano, Arcangelo Iannace, Roberto Corradino e altri.

Si avvicina alle maschere con lo Stage Internazionale del Piccolo di Milano, studiando sulle opere di Sartori con Ferruccio Soleri, Stefano De Luca e gli attori del Piccolo. Approfondisce questa strada all’interno del percorso accademico attraverso le maschere di Basilea.

Si specializza in costruzione e uso di maschere espressive. Nel 2014 nasce Lembos, che fonde l’uso delle maschere e il teatro danza, produzione Tessuto Corporeo, con il sostegno della Residenza Teatrale di Ceglie Messapica.

Lavora allo studio e creazione di un nuovo prototipo di maschera: “moving masks”, maschere per la danza. La ricerca di una forma autoriale nel teatrodanza la porta a Ravenna durante la vetrina della

Giovane Danza d’Autore 2015, all’interno del percorso Nuove Traiettorie, dedicato ai giovani coreografi.

Sugli innesti tra la danza, le marionette e le maschere crea nel 2016 il Trittico. Lasciare andare con grazia, sostenuto dal progetto di Residenze Artistiche del Mibact e dalle Regioni Piemonte, Lazio e Toscana.

È manipolatrice e danzatrice per la compagnia internazionale La barca dei matti, diretta da Natacha Belova, Ifoperator Production. Porta avanti studi sul teatro urbano e drammaturgia del paesaggio. In quest’ambito cura il progetto Tillandsie, drammaturgia urbana dei crolli, legato alla città di Taranto e sempre all’interno di questo percorso organizza i Laboratori dal Basso (progetti di formazione all’interno delle Politiche Giovanili della Regione Puglia) di drammaturgia urbana e pratiche riabitative dello spazio collaborando con Lajos Talamonti (piattaforma Urban Lies) e Leonardo Delogu (Dom). E’ performer in Città come messainscena/Stadt als inszenierung Grottammare/Berlino di Lajos Talamonti e Lezione d’anatomia. Sullo stato di salute del popolo di Paolo De Falco.

È danzatrice in De l’umane genti, creazione Tessuto Corporeo per All’Insù, produzione Armamaxa Teatro.

Ha lavorato come attrice in Ragtime. Incontro tra teatro e cinema muto, per la regia di Emmanuel Gallot Lavelée.

E’ attrice di teatro d’ombre in Odissea, rassegna ragazzi 2013/2014 del Teatro Pubblico Pugliese, ed attrice dello spettacolo La stanza di Medea, produzioni Zerovolante .