“Come al solito, non sono mai le virtù, ma sempre i vizi, a dirci chi è di volta in volta l’uomo”

Umberto Galimberti

 

INTRODUZIONE

I vizi capitali per Aristotele erano abiti del male, delle azioni ripetute che si modellavano come un abito sul soggetto, che andava educato al buono.

Nel medioevo i vizi, si consideravano volontà dell’uomo contrapposte a quella divina.

Nell’età dei lumi fino a Kant si è perso il connotato negativo; virtù e vizio concorrono allo sviluppo del commercio, dell’industria e del benessere sociale.  Accanto alla connotazione di deviazione morale nasce una visione del vizio come espressione della tipologia umana. Un carattere. (l’avaro, il lussurioso …)

Con l’avvento della psicologia si passa dal concetto di tipologia umana a quello di psicopatologia. Si esce dal mondo morale per entrare nel mondo della patologia, non più vizio ma malattia.

Per arrivare alla contemporaneità. E ai nuovi vizi.

CONSUMISMO, CONFORMISMO, SPUDORATEZZA, SESSOMANIA, SOCIOPATIA, DINIEGO e VUOTO

I nuovi vizi non hanno storia, sono recenti e di difficile connotazione e collocazione. Essi non sono più una caratteristica o una devianza della personalità, ma mirano al dissolvimento della stessa. Questo dissolvimento non è neppure percepito come tale perché investe indistintamente tutta la società. Essi sono tendenze collettive. L’individuo non può opporre resistenza individuale, pena l’esclusione dalla società.

 

NuoviViziCapitali è un progetto che prevede un percorso trasversale che impegna teatro, audiovisivo, nuovi media e ricerca sociologica diretta sul territorio.

Partendo da due testi di riferimento quali “Gli otto peccati capitali della nostra civiltà” di Konrad Lorenz e  “I vizi capitali e i nuovi vizi” di Umberto Galimberti la SusBabi Teatro intende compiere un’indagine sociologica sul vizio. Nella società italiana dalle radici profondamente cattoliche sonderemo la grande contraddizione inconciliabile dei giorni nostri: “il cristianesimo come morale della mortificazione e l’economia come morale della soddisfazione”

 

PROGETTO                                                                                                                  

Il progetto prevede tre fasi

1 Lettura dei testi di riferimento, raccolta e selezione del materiale

2 Studio e ricerca teatrale

3 Messa in scena

 

 

Report della residenza teatrale di agosto 2017 presso Laboratori Permanenti
Quando siamo arrivati a Sansepolcro tutto quello che avevamo con noi era un testo – “I vizi capitali e i nuovi vizi” di Umberto Galimberti- da cui ha preso spunto tutta la nostra riflessione, il canovaccio di una storia e alcune bozze scritte di scene, molte delle quali avulse dal canovaccio stesso.
Ad attenderci abbiamo trovato Alessandro Stella, già allievo del corso di scrittura organizzato da Laboratori Permanenti, con il quale ci eravamo messi in contatto per attivare una collaborazione riguardo a questo nostro progetto. L’idea era quella di riuscire ad avere, entro la fine della residenza, una prima bozza di una nuova drammaturgia.
Essendo per noi un’esperienza inconsueta, siamo partiti da ciò che conosciamo di più, ovvero la pratica teatrale.
Abbiamo lavorato per improvvisazioni, incentrate sia sui grandi temi evinti dal testo di Galimberti, sia sulle bozze di scene che avevamo, in modo da poter sviscerare al meglio e in totale libertà gli argomenti che ci interessavano e, al tempo stesso, vedere cosa poteva funzionare scenicamente del materiale creato “a freddo”.
Questo tipo di processo è stato proficuamente affiancato dalla penna di Stella, che rielaborando tutte le nostre proposte e idee, le formalizzava in scene compiute dal punto di vista drammaturgico. Queste scene venivano poi ulteriormente revisionate tutti insieme per verificarne l’efficacia, fare ulteriori tagli, aggiunte o modifiche.
Abbiamo concluso la residenza avendo scritto cinque scene che vanno a comporre una storia interessante e che funziona, ma che soprattutto parla di argomenti importanti per noi perché pensiamo che riguardino molto da vicino la società in cui viviamo.
Quello che vorremmo fare ora è riuscire a trovare un altro periodo di lavoro simile a questo per poterci immergere di nuovo totalmente nel progetto, così da testare, a distanza di tempo, quello che abbiamo scritto. E naturalmente capire cosa c’è da cambiare o da integrare, in modo da poter arrivare il più possibile ad una struttura compiuta e quindi alla messa in scena del testo.

 


Il 5 Maggio 2014 nasce la Sus Babi Teatro. Il primo spettacolo della compagnia è Il Duello di J. Conrad. Il lavoro è il risultato della prima Residenza Vulicevich. La residenza nasce per celebrare il grande attore Sasa Vulicevich e amico della compagnia. Il 18 Settembre 2014 presso il T.A.M di Sansepolcro debutta ufficialmente la Sus Babi. Lo spettacolo è un eccentrico adattamento drammaturgico di Matilde d’Accardi nonché un accurato studio coreografico di cinque duelli a cui fanno da contrappunto i cinque brani musicali composti da Francesco Leineri: canzoni, canzonette, arie che ci riportano l’ascesa e la caduta di Napoleone. Lo spettacolo vince il bando Autunno nei Musei e viene messo in scena nel Museo Napoleonico di Roma, ambientazione ideale della vicenda narrata. Dopo un anno e mezzo dal debutto, la Sus Babi si cimenta con un altro testo di ambientazione storica: Mandragola di Niccolò Machiavelli.

Lo spettacolo è una coproduzione tra la Sus Babi Teatro e I Due della Città del Sole, ovvero Laura Tibaldi e Luigi De Filippo, gestori e direttori del Teatro Parioli Peppino De Filippo di Roma. Il 09 Luglio 2016 debutta SONNETS. Questa volta è Matteo Prosperi a curare la messa in scena. I tre eseguono dal vivo i brani musicali in versione acustica: voce, chitarra, batteria. Lo spettacolo è stato selezionato al Festival Arte in Strada di Velletri ed è stato poi replicato ad Albano Laziale. Ad Ottobre dello stesso anno la compagnia porta in scena Sogno (ma forse no) di Luigi Pirandello al Teatro Tor Bella Monaca di Roma.

Il Febbraio del 2017 vede la luce di Caesar di Matilde d’Accardi, tratto dal Giulio Cesare di William Shakespeare. Lo spettacolo è in co-produzione con il Teatro Parioli e viene inserito nella stagione 2016/2017 del Teatro Parioli e del Teatro Tor Bella Monaca. Lo spettacolo si avvale di grandi attori di esperienza: Giulio Cesare è infatti interpretato da Roberto Negri e in video appare Pietro Biondi.