CATE IN SE FUORI CI FOSSE

scritto da

Caterina Casini, Stefania Incagnoli e Camilla Zapponi

con

Caterina Casini

musiche di

Carlo Siliotto

eseguite in scena da

Fabio Battistelli clarinetto, clarinetto basso

Enzo Vedovi fisarmonica

Giacomo Dominici contrabbasso

consulenza coreografica di

Giorgio Rossi

regia di

Caterina Casini

 

 

“Una donna, Anna, su una Nave, in viaggio. Niente emozioni, niente cene col comandante, niente cabina di lusso, niente. Ma allora, perché è partita? Perché sua cugina ha paura di volare e Anna la accompagna a sposarsi. Via mare in America. C’è un problema: l’oblò della sua cabina è opaco, sporco… o finto? Insomma, non si vede oltre. Così, Anna, nella cabina claustrofobica, si domanda fin dove sa agire e vivere, dove si ferma, come si fa… Sul ponte, un bambino sardo molto intraprendente le spiega che si può essere sognatori ma anche intervenire, partecipare, tuffarsi, una suora che ha fatto voto di silenzio la fa riflettere, e poi un signore, elegante e ironico nelle parole, la spinge a confessare di esser stufa di fare la fila nella vita, di desiderare un proprio futuro, un orizzonte verso cui dirigersi… ed ecco! la Libertà appare a prua e li accoglie… un po’ perplessa sul suo ruolo. E la visione comica dell’incertezza prende il sopravvento.

Se fuori ci fosse il mare nasce da un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione intorno al tema del limite. Tappe principali del percorso il seminario tenuto da Caterina Casini a Roma dal novembre 2003 al febbraio 2004; senza dimenticare la classe di Drammaturgia della Scuola di Teatro di Sansepolcro (diretta da Caterina Casini stessa) che ha lavorato su questo tema per tutto l’anno 2003/04. A questo lungo lavoro si sono affiancate anche le interviste fatte a musicisti, danzatori, attori, studiosi in campo scientifico. Ne è nata una storia che apparentemente non tocca il tema, ma lo comprende al suo interno e si muove su una dinamica che corrisponde al concetto. Il testo, scritto da Caterina Casini, Stefania Incagnoli e Camilla Zapponi, è comico e poetico, come ormai da tempo è lo stile degli spettacoli di Caterina Casini (Sono stata io, Il difficile è atterrare, Acide e Lucide).

Ne è stata presentata nel 2004 al Fontanonestate la prima tappa, in forma di studio: “Personalmente, nei miei spettacoli, ho sempre attuato questo procedimento, che rende concreti i passaggi, permette verifiche, e riafferma il valore della rappresentazione come evento paritario tra palcoscenico e sala, teatranti e pubblico, dove entrambi i soggetti vanno verso la soddisfazione della propria ricerca, che avviene contemporaneamente, nel medesimo istante, nel medesimo spazio, e si avvera col raggiungimento di un magico equilibrio” (Caterina Casini).