25 Mag SUL GIGLIO DELLA STRADA

venerdì 10 MAGGIO 2019 all’interno del FESTIVAL STORIE INTERDETTE – Firenze Area San Salvi

ore 21 – 22.30 | Teatro
GERMOGLI (*) 
Tre Compagnie teatrali presentano proposte di giovani Artisti

Diesis Teatrango | Bucine | Laboratorio permanente di teatro sociale
L’INCONTRO

Un dialogo improvvisato tra movimento e suoni. Sulle note del tango argentino un attore del Laboratorio permanente di teatro sociale accoglie sul palco gli spettatori uno ad uno, creando con il pubblico una azione di rispecchiamento.  Chi guida e chi segue, chi dà e chi riceve, come nel tango, una danza tra il maschile e il femminile presente in ognuno di noi.
Attore: Alessandro Grassi 
Musicista/Musicalizzatore: Giovanni Zito 
Stimolatore dell’azione performativa: Barbara Petrucci

Laboratori Permanenti | Sansepolcro
SUL GIGLIO DELLA STRADA
di e con Claudio Giglio 

E’ il primo spettacolo di Claudio Giglio. 
Preparato con un periodo di residenza presso Laboratori Permanenti, al Teatro Alla Misericordia nel 2018. 
La storia narrata è la storia di tutti i giovanissimi ragazzi che vivono un momento di esclusione e di lontananza dai propri sogni “interdetti” dagli ostacoli che la realtà pone, ma intendono sviluppare un proprio personale percorso.  Il sogno di fare l’attore è grande ma chiede una trasformazione. Salvatore non trova il coraggio di spogliarsi dei suoi vecchi panni per poter indossare quelli che lo raffigurano davvero. La sua vita un pò burrascosa l’ha messo varie volte davanti a scelte difficili che lo hanno allontanato dal suo sogno, come il lavoro in fabbrica per aiutare i suoi genitori. Nella novità del racconto, il personaggio Salvatore si ispira alla tradizione, cerca una risposta attraverso un dialogo surreale con il grande maestro dell’Arte Comica Italiana: Totò De Curtis. Il ragazzo ha bisogno di una figura guida, che gli si manifesta nei panni di Totò, un Totò con un carattere repentino come nella sua vita privata.

Chille de la Balanza | Firenze
QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO

di e con Matilde Bartolini

… che lo presenta così: 
Vorrei affrontare il tema dell’aborto terapeutico, in particolare dell’aborto dopo i primi tre mesi di gravidanza. Scelgo di raccontare questa storia interdetta, poiché credo che ancora oggi non ci sia un sufficiente confronto su cosa vive una donna in tale situazione. L’aborto è una scelta conquistata a fatica e benché sia un diritto acquisito recentemente viene messo comunque in discussione, in prima linea dai medici obiettori di coscienza (…e quanti ce ne sono!). La complessità della situazione in cui si viene a trovare una donna che, venuta a conoscenza di gravi malformazioni del futuro bambino, sceglie di abortire dopo la 13ª settimana di gestazione è indicibile e sconosciuta, anche dalle stesse donne che si trovano nella suddetta circostanza. 

Mi sento, pertanto, in dovere di condividere una tale storia, poiché tante emozioni e pensieri restano nascosti, non detti, amplificando l’ignoranza sul tema e portando a prese di posizione semplicistiche che rischiano di minare l’importanza di un diritto e di una tutela dello stato fisico e psicologico di chi attraversa un momento tanto doloroso.

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