Produzione Laboratori Permanenti

Vladimir: Questo ci ha fatto passare il tempo.
Estragon: Ma sarebbe passato in ogni caso.
Vladimir: Sì, ma non così rapidamente.
Samuel Beckett


“Palma seppe restare coerente a un tipo che oggi può apparire in via di estinzione, quello del funzionario statale, e alla logica degli
interessi istituzionali. Unica donna in un ruolo maschile, che seppe interpretare con grande leggerezza femminile, senso della vita e dei suoi piaceri.”
Renato Nicolini


interpreti: Caterina Casini e Marilù Prati
testo di: Caterina Casini – Marilù Prati – Francesco Suriano
oggetti di scena: Maria Teresa Padula
collaborazione-video Francesco Cordio
foto di scena Antonio Idini
regia: Francesco Suriano

Un tavolino e una teiera di porcellana “veneziana” che continua a fumare ininterrottamente per il calore dell’acqua.
Il calore della teiera come a rappresentare l’umore che le due donne hanno nutrito l’una verso l’altra.
Due tazze e due donne, Peggy Guggenheim e Palma Bucarelli che si osservano in tralice.
Ogni tanto una prende lo specchietto dalla borsa per controllare il trucco e si guarda, mentre l’altra finge di non guardare come sanno solo fare le donne.
Da questo “quadro” parte il racconto di due affascinanti e geniali donne che hanno costruito e deciso le sorti dell’arte contemporanea negli Stati Uniti e in Italia.
Due donne che inizialmente hanno collaborato e poi sono state rivali e nemiche.
La fotografia risale al 1948 quando si sono incontrate alla Biennale di Venezia, la prima Biennale dopo la seconda guerra mondiale.
E da questa fotografia parte il racconto di Peggy e Palma, una sorta di flusso di memoria dell’una verso l’altra a conoscersi e a capire cosa divideva e cosa invece univa due menti raffinate e certamente all’avanguardia del mondo contemporaneo.

Uno spettacolo che riesce anche a guardare all’aspetto ironico della vicenda, soprattutto avendo a che fare con due donne intense e con una forte componente critica. Peggy e Palma si confrontano, si combattano, si stimano, riescono a essere anche complici e incredibilmente molti tratti della loro vita si somigliano. Esce fuori il loro carattere ironico e nel contempo malinconico, in cui usciranno momenti della storia dell’arte contemporanea basilari.


I racconti spesso s’incrociano e le due dialogano o addirittura l’una diventa i personaggi evocati dall’altra e così narrano la propria storia personale e quella del Novecento che ha prodotto l’arte e la cultura di un’epoca da considerarsi d’oro, con artisti, scrittori e intellettuali come Fontana, Afro,
Kandisky, Pollock, Argan, Rothko, Monelli, Beckett, Duchamp, Cocteau e molti altri, che hanno accompagnato le due Monuments Womans nella loro florida e affascinante vita.

Nello spettacolo ci saranno alcune proiezioni in cui saranno rappresentate quelle che sono divenute le due “magioni” musei delle rispettive donne: la Galleria Nazione d’Arte Moderna e Palazzo Venier dei Leoni.
Nostra intenzione è di poterlo programmare non solo nei teatri, ma negli spazi dell’arte museali, pubblici e privati, contemporanei e classici che lo ospiteranno.


Lo spettacolo ha una struttura scenica leggera e minimale, proiezioni e musiche ed è adattabile a spazi diversi.
Un Tè per due Regine fa parte di un percorso già intrapreso, autonomamente l’una dall’altra, dalle due attrici Marilù Prati (Palma Bucarelli) e Caterina Casini (Peggy Guggenheim) Caterina Casini è l’interprete di “Woman before a glass” Intorno a Peggy Guggenheim, (di Lanie Robertson) prodotto da Laboratori Permanenti, attualmente in tournée.


Marilù Prati è stata interprete, autrice e produttrice di due lavori su Palma Bucarelli: “In pieno nel mondo” e “Io volevo diventare Caterina di Russia”.
Le due attrici si sono incontrate e hanno realizzato un laboratorio al Macro Asilo sulle due donne nel febbraio del 2019.