La Compagnia Laboratori Permanenti, Residenza Artistica della Regione Toscana, mette in scena il testo LE SEDIE di Eugène Ionesco per la stagione 2018/19.
LE SEDIE di Ionesco, ovvero l’impellenza di un messaggio che non arriverà.
Oggi ci chiediamo tutti dove stiamo andando, e Ionesco è ancora in grado di risponderci. I due “vecchi” in attesa di ascolto, su un’isola raggiungibile solo in barca, costruiscono una platea immaginaria a cui lasciare “il” messaggio. Alla fine i due lasciano il compito delle parole all’Oratore, che però non sarà in grado di comunicarle. 

Accanto ai due protagonisti vivono gli oggetti, LE SEDIE, presenze indispensabili create per lo spettatore
cariche di storie e rimembranze, segni del linguaggio destinati allo sguardo dello spettatore. Forse occuparsi del quotidiano, della sua possibile continua mutazione, del suo miglioramento, è meglio che proclamare grandi comunicazioni che poi cascano nel vuoto.
La messa in scena di questo testo del teatro dell’assurdo ci lascia un messaggio attuale sul nostro vivere o credere di vivere sempre alla ricerca di soluzioni “epocali”, e ci interessa perché possedendo molti livelli di lettura – dai più immediati e comici a quelli più enigmatici e prospettici – può rivolgersi a molti tipi di pubblico.
Indispensabile un gioco potente tra i due protagonisti, per questo ho pensato di coinvolgere accanto a me un attore dotato di forte solidità e capacità interpretativa sia comica che drammatica, Fabio Mangolini, dal curriculum internazionale, capace di raccogliere i suggerimenti acuti del regista Giles Smith, che collabora con Laboratori Permanenti dal 2013.

Caterina Casini

Note di regia Giles Smith

Un palco pieno di sedie.
Una coppia di anziani siede sotto una singola lampadina e un groviglio di sedie non coordinate sospese al soffitto. Sono sposati, dicono, da 75 anni e si riuniscono ogni notte nella loro casa isolata su un’isola solitaria per passare il tempo raccontando storie.
La Vecchia supplica: “Ogni notte ricomincio da capo”. L’uomo anziano si oppone con vigore al loro dialogo in ossidato: “Sono stufo a morte della storia”.
La nostra nuova produzione raccoglierà questi momenti con la stessa energia caotica e grazia allettante che possiedono le sedie appese sopra
la coppia, rendendo l’assurdo del testo piuttosto commovente e sconvolgente. Vite sospese, il nostro passato collettivo appeso a fili delicati.
I performer scavano profondamente nelle emozioni presenti.
Lo spettacolo è una commedia, ci sono alcune battute molto divertenti, ma è allo stesso tempo una nitida esplorazione di temi contemporanei. Una stanza riempita di persone invisibili, pochi anni dopo la guerra, in cui l’ultimo messaggio – consegnato da The Orator in abito militare – è assurdo, il Grande Messaggio finale non esiste veramente.
Questo testo è possibile vederlo nel contesto della nostra popolazione che invecchia, trattarlo banalmente come il racconto dello stadio finale della vita, e come questo momento si combina con essa: la coppia avrebbe potuto perdere le proprie menti o agire di fantasia, per passare un’altra lunga notte insieme; ma è molto più pressante di questo.
La vecchia coppia, infine, sembra simboleggiare tutte le cose che, nel 1952 come nel 2017, non hanno più senso, o sono spezzate e irreparabili. Questo spettacolo regala una visione impegnativa, intima, iconoclastica,  vitale ed emozionante.
Il design semicircolare di Ionesco evoca uno dei temi principali delle Sedie, che il presente è circolare e ripetitivo. Il semicerchio che vediamo in scena è proprio quello – un mezzo cerchio che rappresenta il presente, dove la coppia è costretta a circolare senza fine, mente l’altra metà mancante è il passato inaccessibile. Ma dove è il passato? Esiste dentro di noi e intorno a noi, appeso in aria per sempre sopra le nostre teste, come una minaccia o una promessa e quasi a portata di mano.
La produzione mischia naturalismo, momenti di fantasia, giochi di prestigio, musica e momenti di proiezione suggestive, per creare un mondo vivace e fragile di sogni, ricordi, speranze e paure, introducendo in modo innovativo e inaspettato il testo di Ionesco ad un pubblico che forse non l’avrebbe mai visto.


CATERINA CASINI si diploma allo Studio Fersen di Arti Sceniche nel 1977. E’ attrice regista e autrice, si occupa costantemente di didattica teatrale. Inizia subito il suo percorso di attrice con le regie brechtiane di Gian Carlo Sammartano. Incontra a Parigi Carlo Boso maestro di Commedia dell’Arte, con cui studia e lavora, e, tra gli altri, i registi Aldo Trionfo, Tonino Conte, Marco Mattolini, Emanuela Giordano, Mariano Rigillo, Walter Manfrè, Maurizio Panici. Studia regia per Opera Lirica al Centro Studi Ferruccio Busoni di Empoli, con Virgilio Puecher. Nel 1988 approda in televisione con Renzo Arbore, e inizia a lavorare sul comico, per la tv, la radio e il teatro, come autrice e interprete. In cinema e televisione lavora tra gli altri con Marco Ferreri, Marco Mattolini, Mazzacurati, G. Chiesa, S. Pasetto, Proietti, Vanzina. Nel 2003 ha fondato la Associazione Laboratori Permanenti, Residenza Artistica Toscana dal 2013. Collaborazioni e incarichi attuali: Co-Direzione Artistica del Teatro Alla Misericordia di Sansepolcro Direzione Artistica Associazione Culturale Laboratori Permanenti, Direzione Artistica e didattica della Scuola di Teatro Comunale di Sansepolcro (AR). Fa parte del Consiglio Direttivo della Associazione per il Teatro Italiano (APTI). Socia Fondatrice della Associazione 100autori.


FABIO MANGOLINI, nato a Roma il 3 novembre 1964, si è laureato in Filosofia presso l’Università di Bologna. Nel 1984, in seguito alla partecipazione al Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, viene chiamato da Marcel Marceau a frequentare l’Ecole Internationale de Mimodrame de Paris Marcel Marceau diplomandosi nel 1987 dopo i tre anni di corso. Dedica l’ultimo anno di studio alla regia e già nel 1990 è chiamato dallo stesso Marceau ad insegnare all’interno della Scuola (1990-1995). Nel 1986 entra anche come giovane Arlecchino nella compagnia internazionale “Les Scalzacani” diretta da Carlo Boso a Parigi. Si specializza nei ruoli di servitore della Commedia dell’Arte e una volta lasciata la compagnia nel 1991, continuerà a portare la Commedia dell’Arte per il mondo con una collaudatissima Conferenza/spettacolo e attraverso stages di formazione per professionisti. Nel 1991 segue a Parigi il corso del Maestro Nomura Kosuke, fondamentale interprete dell’arte del Kyogen, con cui collaborerà a Tokyo dal 1992 al 1994 beneficiando, tra l’altro del Artist Fellowship Program della Japan Foundation e della Grantship dell’International Theatre Institut attraverso il Ministero della Cultura giapponese. Dal 1994 al 1998 insegna “Pratica degli stili teatrali” alla facoltà “Arts du Spectacle” presso l’Università di Metz. Nel corso degli anni mpartisce corsi e workshops in prestigiose accademie d’arte drammatica quali il GITIS e il MKAT di Mosca, il Conservatoire di Bruxelles e l’Académie del Centro Drammatico Nazionale di Limoges, in importanti università statunitensi e del Sud America, e la Real Escuela Superior de Arte Dramático di Madrid divenendone insegnante di ruolo. Ha impartito corsi e workshop sull’arte dell’attore in Italia, Spagna, Francia, Germania, Belgio, Irlanda, Norvegia, El Salvador, Giappone, Stati Uniti, Cile, Russia. Come attore, ha lavorato con numerosi registi, tra cui Carlo Boso, Nomura Kosuke, François Cervantes, Roxanne Rizvi, Remi Barbier, Didier Doumergue … recitando in tournées in Italia, Spagna, Francia, Portogallo, Svizzera, Austria, Germania, Belgio, Irlanda, Finlandia, Lussemburgo, Norvegia, El Salvador, Giappone, Stati Uniti, Cile, Russia. Fra le sue regie vanno ricordate La notte appena prima delle foreste di Bernard-Marie Koltès, Si o vello Sinbad volviese as illas di A. Cunqueiro (Centro Drammatico Galego di Santiago de Compostela (9 premi “Maria Casares” 2000), Novecento di A. Baricco prodotto dal Théâtre Le Public di Bruxelles (due nominations ai “Prix du Théâtre” 2000), Coppia aperta di Dario Fo e Franca Rame sempre prodotto dal Théâtre Le Public di Bruxelles, Enemigo de clase (Enemy of Class) di Nigel Williams, Escuela de Bufones (Ecole de Boufons) e La Balada del Gran  Macabro (La Balade du Grand Macabre) di Michel de Ghelderode, El Basilisco Enamorado, La Rueda del Juicio, Mi chiamano Garrincha… Fra i suoi lavori più recenti Squash di Ernesto  Caballero.


GILES SMITH Il regista britannico Giles Smith si è formato all’importante scuola londinese Guildhall School Of Music And Drama. Ha collaborato con importanti registi britannici al National Theatre di Londra, come Trevor Nunn, Richard Eyre, DeclanDonnellan e Howard Davies. Ha collaborato con Patrick Marber alla messa in scena teatrale del noto testo “Closer”, debuttando al National Theatre nel 1996 e nel West End, dove lo spettacolo ha replicato per due anni consecutivi. E’ stato regista a Londra e a New York di numerose opere shakespeariane, tra cui Macbeth, Come vi Piace, Re Lear e Re Giovanni. Ha lavorato con grandi attori come Judy Dench, Vanessa Redgrave, Ewan McGregor, Ralph Fiennes, Paul Scofield, in film con Eddie Murphy a Los Angeles e in Italia con Pamella Villoresi, Vanessa Gravina, Bruno Armando e Sabina Vannucchi. Ha insegnato come regista alla Guildhall School e alla Montview Accademy di Londra. In Italia collabora con lo Stabile delle Marche, la Scuola Internazionale la Cometa di Roma, il Centro Sperimentale di Cinematografia.

STEFANO MACAIONE Diplomato all’Istituto Statale d’Arte di Cefalù in “Arte dei metalli e dell’oreficeria”. Successivamente decide di iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Firenze per seguire il corso di “Grafica d’Arte”. Qui alimenta la sua passione per l’arte visiva sperimentando tecniche incisorie e stampa d’arte. Il suo interesse per la comunicazione e il design lo indirizzano al biennio specialistico dell’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche (ISIA) di Firenze, dove frequenta il corso di “Design della Comunicazione”. Mostre, riconoscimenti, premi e progetti: mostra fotografica Maratona Fotografica Fnac, Firenze 2010, esposizione tra i finalisti, primo posto nazionale. Mostra itinerante Fashion in Paper, Triennale Milano 2011; esposizione Wedding Rice Box gioielli e accessori moda di carta. Mostra itinerante Fashion in Paper, Istituto italiano di Cultura Madrid 2011. Mostra Itinerante Fashion in Paper, Roma 2011. Collettiva StartPoint Accademia, Firenze 2012. Concorso Fondazione Telecom Italia- Riportiamo alla luce i beni invisibili, primo sezione grafica. Borsa di Studio Kiss&Kill- Gruppo Marchon, Firenze 2013. Collettiva Viaggi Sensoriali, Firenze 2014. Tesi Triennale “Facciasciutta- Di che pasta sei fatto?”, due spot promozionali (tecnica stop-motion) per il Pastificio Tommasello, Firenze 2013. Near Future Design “Aziende impossibili e Nanotecnologie”, ATUM innovativo prodotto che permette d’indossare le emozioni, Firenze 2013. Web Site spazio d’arte espositivo Liebig12, Berlino 2013. Collaborazione per la creazione di Satyricon, workshop olfattivi per il nuovo profumo Coming Purfumery, Fiera inter-nazionale della profumeria artistica Esxence, Milano 2015. Tesi Specialistica “Are You Happy With Yourself? Yes!”, Campagna Social sulla felicità, Firenze 2016. Collabora con la compagnia Laboratori Permanenti.